28 Luglio 2021

Gli Asana

Asana e’ la parola maschile che si riferisce alle singole pose durante la parte fisica dello Yoga. Durante un’ora di pratica fisica per esempio, si fanno tante asana.

Comunemente, per il modo di dire e per facilitare il tutto, quando diciamo asana normalmente ci si riferisce alla pratica intera, anche se in realtà non e’ corretto, poiché sono le singole pose.

Tutti i nomi delle pose hanno la desinenza -Asana, per esempio Danurasana o Parsvakonasana.

Oggigiorno Asana e la parte fisica dello yoga e’ la parte più popolare e conosciuta, e sembrerebbe che più complesse esse siano e meglio è.

E’ molto diffuso che gli Asana hanno nomi in Sanscrito che descrivono le pose, ma spesso in inglese le pose hanno nomi di animali o oggetti che non hanno la stessa traduzione.

Ufficialmente esistono 84 Asana nell’Hatha Yoga Pradipika ma solo 15 vengono descritte e menzionate.

Mentre per Patanjali, il padre dello Yoga, la parte di Asana e’ un ottavo dello yoga stesso e lui dedica solamente un paio di righe ad esse nel suo famoso libro, gli Yoga Sutras. Sostiene che le pose devono essere statiche e più che altro comode.

Dunque da dove arrivano tutte queste pose complicate ed avanzate oggigiorno?

In realtà, solo recentemente lo yoga e’ diventato così dinamico e creativo, grazie all’influenza di Krishnamacharya. In più, la società richiede che le lezioni siano sempre più attive e L’audience e’ di età sempre più giovane e ciò fa si che le pose siano più complicate.

Inoltre, il nostro Ego e’ sempre presente e assetato di conferme. Ci domanda dove riusciamo ad arrivare e gli Asana devono essere così avanzati perché ci fa sentire molto forti e soddisfatti dopo..

Però questo è molto sbagliato per me, l’Ego non deve influenzare la nostra pratica e questo lo spiego nelle prossime righe;

Ho iniziato a praticare yoga anni fa e ho avuto una breve pausa dalla parte fisica quando ho partorito la mia bambina. Il mio corpo non era mai stato naturalmente flessibile ne avevo un background dove facevo un mestiere con esso, come la ballerina o la ginnasta, dunque tutto ciò che sono riuscita a conquistare e’ tramite la pratica regolare e quotidiana.

Ma quando ho fatto il corso per diventare insegnante era certo- non sapevo cosa ne sarebbe stato, se fosse diventato il mio lavoro futuro o meno, ma io adoravo quello che facevo e ciò che mi ha dato la convinzione maggiore e’ stato che non dovevo paragonarmi agli altri.

La realtà e’ che non dovevo essere un supereroe e raggiungere le pose più avanzate e complicate per diventare insegnante, perché lo yoga non è questo.

Ho dovuto imparare a non compararmi con gli altri, ho dovuto smettere di pretendere di portarmi i piedi dietro la testa o raggiungere le dita dietro la schiena in un back bend. Ciò non è necessario, ne richiesto per diventare “una brava istruttrice”.

Certamente conosco gli allineamenti e come le pose devono essere eseguite in maniera sicura, se però il mio corpo non ha la flessibilità di farle non fa di me una “Cattiva” insegnante.

Inoltre, lo yoga insegna proprio questo: smettiamo di comparare noi stessi a qualcuno su Instagram o il nostro percorso e corpo a qualcuno vicino a noi in studio.

Non dobbiamo far prevalere l’ego sulle nostre emozioni e sensazioni, non siamo meno capaci solamente perché non riusciamo in un certo Asana. Siamo perfetti così come siamo e tanto bravi in tutto il resto.

Infine, ci insegna a lasciar andare ciò che non ci serve e a non rimanere attaccati. L’attaccamento equivale alle aspettative ed e’ pericoloso. L’attaccamento a un risultato, ad un’idea o ad una posa e’ negativo.

Non voglio dire che gli Asana sono solo negativi perché ci pongono in una gara tra noi stessi e gli altri, ma e’ importante saperli gestire.

Ci servono e fanno bene al corpo perché fanno fluire il Prana, cioè l’energia vitale, all’interno di esso. Se abbiamo un corpo fisico forte e flessibile, fluisce facilmente.

Inoltre, lo yoga e’ così completo e si focalizza talmente tanto sulla mente e sullo spirito, che non può lasciar da parte il corpo fisico. Dobbiamo avere un corpo sano per ottenere un’armonia con le altre parti.

Lo trovo giustissimo, ma non significa che dobbiamo praticare degli Asana complicatissimi per ottenere tutto ciò e per diventare dei “bravi” Yogi. La sicurezza e’ al primo posto e dobbiamo curare il nostro corpo, il nostro guscio. Dunque e’ molto importante non strafare, non stirarsi troppo, non piegarsi oltre e non torcersi di più di quello che possiamo , solo perché è il nostro ego che ce lo impone. Facciamolo tacere e  siamo grati per quello che riusciamo a fare quotidianamente.

Con amore XX